Archivio mensile:marzo 2011

Dite quello che dovete dire

L‘altra volta ci eravamo concentrati sulla lunghezza dei post ma avevamo anche accennato all’efficienza (cioè trasmettere il massimo di informazione con il minimo di parole). Ecco, questa è una caratteristica che manca ai più. La maggior parte pensa che scrivere tanto significhi avere tanto da dire: secondo me è proprio l’opposto.
Se io voglio dire che secondo me ‘Il Grande Fratello’ è interessante perché ci sono esseri umani che interagiscono e quindi per quanto idioti destano la mia curiosità, c’è bisogno che parta dal pleistocene elencando gli assunti storici/psicologici/astrologici che hanno portato la nostra società a concepire il Grande Fratello da Orwell a noi? C’entra col fatto che mi piace il GF? No, e allora perché trastullarsi con tutte ‘ste parole? Non servono a chiarire il concetto, non servono al lettore ma soprattutto non servono a voi, perché alla fine di tutta sta manfrina non avrete chiarito a voi stessi cosa avete in testa [ma questo andrebbe fatto PRIMA di pubblicare, non dopo].

Un esercizio molto utile che ogni tanto proponiamo ai nostro autori è quello di ridurre il loro romanzo a una frase. Di cosa racconta Bowling e margherite?

Lorenzo, mollato dalla ragazza, si tormenta, intanto comincia a ricevere delle lettere anonime da una sua ammiratrice.

Fatelo col vostro post: se non ci riuscite, l’unico consiglio che vi posso dare è di rileggere tutto (che sia un romanzo o un post) e togliere tutto l’eccesso. Se ancora non riuscite, significa che non siete stai efficienti.

Lasciate stare il ‘ci sto arrivando’. Ora che ci siete arrivati, noi abbiamo già voltato pagina.