Le potenzialità di un manoscritto

Sono ormai quasi tre anni che collaboro con la Las Vegas e l’arrivo del Salone del Libro scandisce sempre momenti importanti. L’anno scorso a quest’ora erano usciti solo un paio di libri e per il resto dell’anno non ne sono usciti altri, mentre quest’anno ne sono usciti già quattro, ognuno di loro speciale a modo suo. Quello di cui mi sono resa conto è che non ho ancora l’esperienza necessaria per ‘vedere’ davvero il potenziale di un manoscritto. In formato di manoscritto sembra sempre più ‘difettoso’ di quando lo vedo poi stampato, impaginato, corretto. Non è solo un questione del lavoro che viene fatto sul testo perché la potenzialità c’è a prescindere dal lavoro. Il resto sono solo rifiniture (necessarie per carità ma non sufficienti).

Mi rendo conto in fretta se una libro non è pubblicabile ma ancora non mi rendo conto di quanto è ‘potente’ (sì lo so, fa tanto commentoallibrodiArcuricheinveritànonhaletto, ma non so che altra parola usare), di quanto possa colpire un libro che verrà pubblicato. Finché non ce l’ho in mano fresco di tipografia.
Chissà se è una sensibilità innata o sia abilità che  va sviluppata con il tempo e l’esercizio.

P.S. comunque io vi aspetto.

3 pensieri su “Le potenzialità di un manoscritto

  1. Andrea

    Quello che dico sempre io è che un manoscritto parte svantaggiato rispetto a un libro stampato, perché è più facile avere pregiudizi che dipendono dall’impaginazione, dai refusi e da un insieme ancora grezzo e bisognoso di lavoro. Però se un manoscritto ti colpisce, allora vuol dire che forse è pronto a volare e a trasformarsi in un vero libro.

  2. Francesco Pomponio

    per questo che non bisogna inviare manoscritti sciatti, con errori di battitura, a volte di ortografia, stampati male e rilegati peggio.
    Lo so che il contenuto è importante, ma anche come viene confezionato va considerato.
    A volte mi arrivano dei testi che scarto dopo due pagine, al secondo o terzo errore di battitura.
    Vabbè che ormai sono tutti geni della letteratura, ma un po’ ri umile lavoro di correzione potrebbero anche farlo. E in fondo, rileggendo si correggono spesso dei passaggi che non filano bene, delle frasi troppo contorte, e così via.
    D’altra parte, mica si porta un regalo nella busta di plastica del negozio…

    francesco

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