Essere troppo buoni o troppo cortesi – Manoscritti e dintorni

Nell’ultimo mese mi sono impegnata a smaltire un po’ di manoscritti. In genere leggo, prendo appunti, lascio sedimentare un po’ in modo da vedere cosa mi rimane di quello che ho letto. Poi contatto l’autore.

Se pensate che leggere un manoscritto per la prima volta sia poi tanto diverso che comprare un libro in libreria vi sbagliate: mentre leggo ragiono chiedendomi ‘ma se lo trovassi in libreria lo comprerei?’ Ovviamente la domanda deve, a differenza di quando scegli senza vincoli, trascendere un po’ dai gusti personali (non mi piace il rosa, mi piace il fantasy, ecc.)

Ora capita ogni tanto che conosca l’autore anche personalmente e non so per quale funesto motivo la gente è convinta che questa cosa mi spinga a essere più gentile, più politically correct per non rovinare rapporti preesistenti. [Sarà che sono troppo bionda, troppo donna, troppo miope, troppo giovane, che normalmente non sfanculo ma nessuno. Nel caso, comincerò.]

Vorrei quindi chiarire alcuni punti.

  1. Nel momento in cui mi arriva un manoscritto, dell’autore mi frega poco e niente. Ci sono io, lettrice, e lui, il manoscritto.
  2. Se spendo del tempo a leggere e a scrivere un giudizio, cosa vi fa pensare che abbia qualche interesse a indorarvi la pillola? Ho interesse che al lettore arrivi un romanzo/racconto interessante. Non che voi vi sentiate coccolati: per quello c’è la mamma.
  3. Io tendo sempre a vedere sia gli aspetti negativi che quelli positivi. Questo è, secondo me, il lavoro di un lettore in una casa editrice. Se devo dirvi che il libro non ha punti di forza evito di scrivervi, anche perché cosa dovrei dirvi? ‘Il tuo libro fa schifo da ogni punto di vista?’ Ha un qualche senso?
  4. Il giudizio è sul manoscritto, non sulla persona. Se qualcuno vi dice che la vostra scaloppina al limone non è venuta bene, non vi sta dicendo che avete un carattere di merda, ma che avete cotto troppo/troppo poco la scaloppina, che c’è troppo limone o poco sale. Do per scontato che abbiate ben presente la differenza, quando vi scrivo.
  5. Non pensavo ci fosse bisogno di specificare ma i giudizi sono sempre personali e mai totalmente obbiettivi. Io dico quello che penso secondo la mia esperienza e il mio gusto. Il giudizio l’avete chiesto voi a me quindi o vi fidate oppure chiedete a qualcun altro più competente.
Io una cosa però vorrei dirvela: non manderei mai un’amica a un appuntamento vestita come un sacco di patate. E non manderei mai uno scrittore in pasto a lettori/editori con un testo che secondo me non va bene.
Questo sarebbe peggio di qualsiasi giudizio negativo.

P.S. Il maestro di aikido ieri ha commentato “Carlotta sta tirando fuori una tendenza criminale”, non obbligatemi a tirarla fuori con voi per dimostrarvi che no, non sono pucciosa e tenera.

12 pensieri su “Essere troppo buoni o troppo cortesi – Manoscritti e dintorni

  1. Levia

    Penso che la cosa più difficile sia trascendere dai gusti personali e far sì che questi non influenzino il giudizio. Mi spiego meglio: se a me non piace il tale genere, facilmente troverò un manoscritto di quel genere un’emerita schifezza, mentre in realtà, magari, meriterebbe eccome.
    Ecco, per questo non so se e quanto sarei brava a valutare manoscritti.

  2. Carlotta Autore articolo

    @Levia hai perfettamente ragione ma a forza di leggere secondo me cominci un po’ a scindere i tuoi gusti da fattori più ‘oggettivi’. E’ questione di esperienza credo, come tutto. Però sì, in linea generale è più facile trovare qualcosa di buono in un genere che ti piace e che capisci. Noi, occupandoci di narrativa non di genere siamo relativamente fortunati perché può capitare un po’ di tutto.

    @Giuliana eh, sì.

  3. Vlad

    Confermo: a forza di leggerne, si sviluppa un istinto che trascende dai gusti.
    Certo, in teoria leggere il manoscritto dovrebbe essere diverso perché è puro, grezzo, non filtrato, non editato, il rischio cliché ed erroracci dall’ortografia alle tecniche narrative usate male è più elevato. Ma ne trovi tanti sugli scaffali che avrebbero ancora bisogno di editing – o di un sano rifiuto.

  4. Elisa

    Ma lol sono bellissimi i tuoi post minatori! Terrò presente se mai presenterò un manoscritto a qualcuno!! 😀

  5. Carlotta Autore articolo

    Non è sempre detto che puro e grezzo sia una roba negativa, nel senso che così vengono subito fuori le cose che funzionano e quelle che no. Certo al lettore non glielo dovresti proporre così, ecco.
    Comunque concordo su tutta la linea.

  6. Leggivendola

    Vedrò di tenere bene a mente tutto ciò per il giorno in cui mi troverò a spedire manoscritti xD
    … Anche se in realtà mi pare siano cose che dovrebbero essere già dettate dal buonsenso, ma mi pare di capire che qualcuno si sia lamentato, quindi…
    (Comunque mi sono appena ‘unita’ a questo blog, piacere xD)

  7. Carlotta Autore articolo

    Ciao e benvenuta!
    In teoria dovresti saperle, ma alle volte capita che per inesperienza non pensi a quanto possano valere per l’altra persona. Ecco, magari mi ricorderei questo. Dall’altra parte non c’è solo un lettore ma una persona con la sua sensibilità.

  8. Carlotta Autore articolo

    Ma in termini di robe manoscritte? Perché altrimenti è normale.
    [Sì, immaginavo che fossi tu da un universo parallelo ;)]

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