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Dal diario di Sir Arthur Conan Doyle: ossia come nacquero Sherlock Holmes e il Dr. Watson

Sherlock Holmes

“Gaboriau mi aveva attratto con la limpida stesura delle sue trame, e il magistrale detective di Poe, Monsieur Dupin era stato sin dall’adolescenza uno dei miei eroi prediletti. Non avrei potuto creare un personaggio interamente mio? Ripensai al mio vecchio maestro Joseph Bell, al suo viso aquilino, ai suoi modi strani, ai suoi sconcertanti espedienti nello scoprire particolari, e mi convinsi che se egli fosse stato detective avrebbe certo dato forma di scienza esatta alle sue interessanti, ma disordinate attitudini. E se avessi provato io a raggiungere questo effetto? Nella vita un tipo simile era certo possibile, perché quindi non cercar di farne il protagonista di un racconto verosimile? Va bene dire che un uomo è abile: ma il lettore vuole esempi, esempi sul genere di quelli che Bell ci dava giornalmente nelle corsie.
L’idea mi piacque. Che nome dare al mio personaggio? Ho ancora dei fogli di taccuino con sopra segnati molti dei nomi che mi vennero in mente. Naturalmente mi ribellavo all’idea di un nome che avesse in sé qualche allusione al carattere del personaggio. Cosi ebbe dapprima origine il nome di Sherringford Holmes, che poi divenne Sherlock Holmes. Siccome non poteva raccontare egli stesso le sue avventure, era necessario inventare un personaggio che gli fosse compagno abituale, un uomo d’azione colto, ad esempio, il quale partecipasse ai fatti per poi narrarli. Ci voleva un nome corrente, senza ostentazione, Watson andava benissimo. Ebbi così i miei burattini e scrissi lo Studio in rosso.”

da Ucciderò Sherlock Holmes. Memorie letterarie e avventure del creatore del più celebre detective della storia di Arthur Conan Doyle.

Racconti del terrore e del mistero e autori che scrivono anche altro

Un po’ di giorni fa siamo andati al Libraccio, cercavo dei titoli che ovviamente non ho trovato. In compenso snasando tra gli scaffali ho trovato questi libriccino qui.
I racconti del terrore e del misteroI racconti del terrore e del mistero by Arthur Conan Doyle

My rating: 4 of 5 stars

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La storia del conflitto tra Arthur Conan Doyle e il suo personaggio più famoso è storia nota. I suoi racconti su Sherlock Holmes hanno oscurato qualsiasi cosa altra cosa abbia provato a scrivere, per quanto notevole. Questo lo si deduce dalla sua autobiografia e anche dal fatto che, armato di penna e inchiostro, cercò di ucciderlo, con gran disperazione dei fan e dell’editore. [E infatti quello Sherlock Holmes scritto in rosso sulla copertina c’entra niente con questi racconti. Doyle si starà rigirando nella tomba.]

Ma torniamo a questi racconti che spiegano bene quanto fosse eclettico il nostro Doyle. Ci trovate un po’ di tutto: tunnel, mostri, omicidi misteriosi, oggetti che fanno rivivere ai proprietari esperienze di altre persone, personaggi bislacchi, pericolosi, dalle strane manie.  La cosa interessante è che l’autore cerca di creare sempre una certa atmosfera per poi ribaltarla.

Vi faccio un esempio?

Una stanza, arredata in parte molto lussuosamente e per l’altra metà con uno stile molto austero. Ogni parte rispecchia uno dei suoi abitanti: Archie Mason, austero e serio, e Lucille Mason, audace, intensa, passionale. Lucille ad un certo punto si innamora di un altro uomo. Il marito entra nella stanza, un giorno e le dice che sa cosa sta facendo. La donna stava cercando di avvelenarlo con l’arsenico, ma l’uomo decide di essere generoso e di permettere alla donna di stare con l’uomo che ama. Ad un patto: Lucille deve scegliere chi tra lui e l’amante dovrà bere l’arsenico, mettendo la donna davanti a una decisione terribile.

In un angolo della stanza c’è una quarta persona, lontano dai tre, rannicchiata contro il muro, in un angolo, ignorata. Il suo volto celato da una cassetta scura avvolta in un panno nero. Indovinate un po’ chi era e che cosa stava facendo quel tizio?

E tutto costruito ad arte, per il piacere di stupire il lettore e tenerlo attaccato alla pagina. Se la volete sapere tutta, trovo che questi racconti siano mediamente migliori di quelli che ha dedicato a Sherlock Holmes, forse perché questi ultimi sono di più e sono stati scritti sotto la pressione del pubblico.